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Cosé L PDL

L´PDL é la unione di Italiani emigrati, degli italiani delle associazioni, di chi ha ricevuto la cittadinanza IURE MATRIMONI, di chi é figlio, di chi é nipote di italiani, dei pensionati italiani, di tutti coloro che sentono di amare e rispettare la nostra italianitá . L unione fa la forza. Tutti siete benvenuti partecipare.

Pensioni inps

Oltre i conosciuti problemi sulle pensioni INPS, liquidazione in moneta locale a carico dei pensionati, peso fiscale doppio, giorni di liquidazione rateizzati nel mese, esiste un problema infamante -che nessuno dei nostri politici nomina mai, perché non sa che esiste- la parametrazione ( un decretino insignificante ma pericoloso) che , attaverso 138 coefficenti, toglie dalle tasche dei nostri pensionati grandi quantitá di biglietti che gli sono dovuti.



NOTA

Controversia con Cobros de la BNL (de las jubilaciones INPS)

La Nación Noviembre 18, 2004



La Subsecretaría de Defensa del Consumidor reclamó a la Banca Nazionale del Lavoro (BNL) que se abstuviera "de modificar la moneda correspondiente al país de origen en el pago de jubilaciones y pensiones" en órdenes de pago libradas desde Italia, "salvo que medie una expresa petición en contrario" de los beneficiarios.

La resolución de la repartición oficial surgió como resultado de una denuncia sobre posibles irregularidades en la forma de liquidación de las pensiones que provienen del Istituto Nazionale della Previdenza Sociale que realizó en julio pasado Tullio Zembo, contra el agente de pago en el país de esas obligaciones.

Acusaciones

La BNL paga pensiones a más de 70.000 jubilados italianos residentes en la Argentina que, en promedio, cobran 300 euros mensuales, siendo ésa una de las actividades más características y rentables que opera en la plaza local.

Pero en el banco afirman que la resolución del ente oficial "no es definitiva" y que desconoce que "los pagos de pensiones que Italia realiza en el exterior siempre se hicieron en dólares", por lo que ya acercaron "toda la documentación y un detalle del contrato como agente de pago", para que Defensa del Consumidor pueda comprobarlo, según lo que dijeron ayer ante una consulta específica de LA NACION.

Sin embargo, la controversia también alcanza a una comisión que la BNL estaría cobrando por la conversión de monedas (que se duplica cuando el pensionista recibe, además, el pago en pesos) y que, según una denuncia que presentó ayer a instancias de Tullio Zembo la asociación Proconsumer ante los tribunales locales, "es arbitraria y desmedida".

La demanda judicial al respecto fue presentada ante el Juzgado Nacional en lo Comercial N° 9, secretaría 18, y en ella se pide a la Justicia que ordene a la BNL "que deje de abonar este tipo de pensiones en dólares, como una forma para que se abstenga de cobrar comisiones por los movimientos de cambio que, en la mayoría de los casos, se hacen sin el correspondiente consentimiento de los pensionados". Los cargos promedian el 3% del monto pagado, según aclaró el denunciante.

En la presentación ante el juzgado se aclara que este tipo de procedimiento se lleva adelante "desde hace tres años" y en una información librada a la prensa se calcula que el perjuicio causado a los pensionistas involucrados "asciende a más de US$ 13 millones, que deberían ser restituidos".

El monto surge de calcular el cambio "arbitrario de la moneda en que vienen expresadas dichas pensiones, entregando su equivalente en dólares y luego su transferencia a pesos al tipo de cambio determinado por este banco", según el comunicado suscripto por Zembo. "La BNL cobró por estas conversiones una desmedida comisión, cuando la operación nunca fue solicitada por los jubilados italianos", insistió la entidad que preside.

En la BNL se preocuparon por aclarar que la entidad cobra por este tipo de pagos una comisión del "1,15%", según informó su encargado de relaciones institucionales, Carlos Martínez.

la nuove pensioni italiane

L Italia da pochi anni , secondo una precisa direttiva Europea e vista e riconosciuta l’ incertezza previdenziale futura degli stati moderni, ha creato per legge e con tutte le garanzie necessarie le “Pensioni Complementari” magnifica e solida risposta alle incertezze previdenziali future. La normativa, salvo improbabili equilibrismi legali, é applicadbile solo agli italiani residenti e agli italiani residenti in Europa.

Solo la miopia e l’ignoranza limitano questo diritto a chi risiede fuori dell’ europa. Se un problema non si conosce non si risolve…

Universitá e impresa

La presenza universitaria italiana in Sud America e in Argentina é importante e di qualitá. Purtroppo le iniziative di eccellenza universitaria e i possibili sviluppi di inserimento lavorativo non sempre garantiscono un accesso gratuito ( o almeno facilitato ) per i nostri giovani. L’ impegno del governo italiano e piú in generale del nostro stato deve garantire l’ accesso, privilegiare e garantire la uniformitá di offerta. Troppi e troppe proposte a nivello nazionale o regionale o addiritura comunale solo creano confusione.

Le Universitá italiane devono essere il solo veicolo e con le imprese -soprattutto le piccole e medie- sono custodi anche di un interessante ed unico know how di crescita e organizzazione che deve essere posto in disponibilitá , oltre degli alunni, delle numerose pymes italiane con incontri e studio di specifici temi che possano far crescere e mettere in contatto ( fattivo e concreto, attaverso le univesitá ) due mondi, la realtá impresaria sudamericana a la ( adesso bisognosa ) realtá italiana.

Le imprese. Rivalutare l’ idea del partenariato strategico fra America Latina / Unione Europea, in base ad una ottica diversa e focalizzare gli elementi di possibile cooperazione fra le due Regioni sui temi dello sviluppo locale, delle PMI e innovazione, ma anche come America Latina e Europa stanno affrontando le attuali sfide che la globalizzazione pone. Molto interessante sará analizzare la invesrione di “rotta” del classico “flusso di capitali alla luce della nuova realtá in generale dell’ America Latina che da “zona” in via di sviluppo si sta progressivamente trasformando in “zona” di rilevanza internazionale per cui da tener ben presente in ogni analisi globale i temi del sostegno agli investimenti latinoamericani in Europa e delle iniziative a favore della crescita competitiva delle PMI in America Latina, delle potenzialità di questa area. La necessaria spinta e focalizzazione sull’internazionalizzazione Americo latina europea può e deve attrarre e intercettare i “flussi” di capitali, le risorse umane e soprattutto le conoscenze.

Le Università italiane in Argentina ed America Latina
Nell’ambito delle recenti politiche italiane di internazionalizzazione del sistema universitario, ne è di sicuro interesse l’esame e la valutazione sintetica, con speciale riguardo alle azioni concernenti l’America Latina in generale e l’Argentina in particolare. Bisogna innanzitutto premettere che nel mondo contemporaneo si sta assistendo ormai all’effettiva trasformazione di tutte le società verso il paradigma della società della conoscenza, che a sua volta, sotto l’impulso della globalizzazione e dei suoi continui cambiamenti tecnologici, sta rinnovando profondamente anche la tradizionale istituzione universitaria, ponendole innanzi nuove sfide, tra le quali appunto l’internazionalizzazione. Senza dubbio l’Italia è stata introdotta nel moderno processo di internazionalizzazione degli atenei dall’avvio e dai successivi sviluppi del Processo di Bologna, che, a partire dalla fine del XX secolo, ha spinto alla convergenza le architetture accademiche europee verso la definitiva armonizzazione, consolidando in tal modo lo “Spazio europeo dell’istruzione superiore”. L’entrata del sistema universitario italiano nel nuovo contesto accademico comunitario ha incontrato comunque non poche difficoltà, soprattutto a causa dell’obsolescenza del vecchio ordinamento nazionale degli studi superiori, cosa che ha quindi indotto il Paese al varo della riforma universitaria del 1999, che tra l’altro ha appunto incentivato fortemente l’internazionalizzazione. Evidentemente questi cambiamenti dello scenario universitario tanto comunitario quanto nazionale hanno determinato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e la comunità accademica italiana a predisporre sistematicamente delle iniziative organiche, che si sono tradotte nei numerosi progetti di cooperazione interuniversitaria finora messi in atto; tuttavia la priorità strategica è stata attribuita sostanzialmente ai Paesi europei e ciò in coerenza con l’imprescindibile sostegno al Processo di Bologna ed ai suoi obiettivi di integrazione nel campo dell’istruzione superiore e, più in generale, della cultura. Accanto a questa vivace politica di internazionalizzazione universitaria verso l’area europea, l’Italia non si è comunque affatto dimenticata dei Paesi terzi e, quanto all’area latinoamericana, nel corso del tempo ne è aumentato l’interesse strategico da parte delle università italiane; tuttavia ciò è purtroppo avvenuto in un quadro non confortante di deboli collegamenti con le iniziative di cooperazione culturale, sviluppate a livello comunitario nell’ambito della nuova stagione di rapporti bilaterali fra l’Unione Europea e l’America Latina. A fronte degli ormai consolidati legami socio-culturali tra l’Italia ed i Paesi della regione latinoamericana, nonché delle loro relative potenzialità di sviluppo, si rileva quindi un volume ancora basso di progetti di cooperazione universitaria verso quell’area, soprattutto se si considera che la gran parte di essi riguarda soltanto l’Argentina ed il Brasile. Tuttavia, relativamente al primo Stato, con cui peraltro da sempre l’Italia ha intrattenuto i rapporti scientifico-culturali più intensi in quella regione del mondo, nell’ultimo periodo essi si sono rafforzati e questo lascia ben sperare, non solo nel senso di una sempre maggiore presenza dei suoi atenei in quel Paese, ma anche in quello della creazione di una, quanto mai necessaria, porta d’ingresso del sistema universitario italiano a tutto il resto della regione latinoamericana. In tale contesto, si evidenzia l’esperienza d’eccellenza dell’Università degli Studi di Bologna, l’ateneo più antico del mondo, essendo stato fondato nel 1088, che, unico caso in Italia ed in Europa, ha aperto, alla fine del 1998, una sede distaccata a Buenos Aires, mentre, più recentemente, a partire dal 2004, è stata decisiva la costituzione del Consorzio Interuniversitario Italiano per l’Argentina (CUIA), come iniziativa di partenariato universitario sistemico fra i due Paesi voluta e sostenuta fortemente dal MIUR, che ha assunto un vero e proprio ruolo di regia nella promozione e nel coordinamento dei programmi di ricerca e di mobilità accademica fra l’Italia e l’Argentina. Numerosi sono inoltre i progetti che ad oggi le singole Università italiane (grandi, medie e piccole) portano avanti in Argentina, coprendo pressoché tutte le aree disciplinari e confermandone quindi una solida collaborazione interuniversitaria. Tutto ciò senza dubbio fornisce molteplici opportunità di mobilità accademica per i giovani argentini (ed in particolare italo-argentini), che possono accedere in maniera privilegiata alla formazione di eccellenza offerta dagli atenei italiani, specialmente nell’ambito del post-lauream (master e dottorati). Recentemente inoltre il Governo argentino sta stimolando diverse iniziative volte a promuovere la costituzione di programmi di studio di doppio titolo tra i due Paesi, allo scopo di valorizzare così pure il ruolo delle Università argentine, specialmente nell’ambito del reclutamento degli studenti e combattendo in questo modo il triste fenomeno della “fuga dei cervelli”. La strada comunque è ancora lunga su questo versante e diverse sono le criticità (non ultima quella finanziaria) che gli atenei italiani ed argentini dovranno superare insieme per costruire dei solidi percorsi di formazione binazionali rispondenti alle effettive esigenze socio-economiche delle rispettive comunità. In ogni modo è proprio lo storico punto di forza, rappresentato, da un lato, dagli intensi rapporti interuniversitari esistenti, molto spesso costruiti e basati su concrete e produttive esperienze di collaborazione, e, dall’altro, dalla domanda dei giovani (soprattutto italo-argentini), che vedono in Italia nuove opportunità, ormai non più per trasferirsi definitivamente quanto piuttosto per avviare nuovi rapporti commerciali con l’Argentina, l’elemento che lascia meglio sperare e su cui anche l’azione della classe politica è chiamata ad intervenire con efficacia. In effetti, occorrerà sostenere tutte quelle iniziative ed istituzioni che investono sul futuro dei rapporti interuniversitari italo-argentini, nonché sarà decisiva la capacità dell’Italia di assumere un ruolo di leadership in Europa in materia di cooperazione universitaria con l’Argentina ed in generale con l’America Latina, dato che saranno proprio i progetti e i fondi comunitari a costituire lo scenario del futuro, anche per quanto concerne il mantenimento ed il rafforzamento della presenza accademica italiana in quella regione del mondo.

la scuola e la lingua

La scuola italiana e lo studio e diffusione dello studio della nostra lingua e cultura é lasciato, dallo stato italiano alla disponibilitá ed iniziativa personale di quanti vogliono e ancora sperano e lottano per la loro crescita. Lodevoli e molto serie e tante sono le iniziative che attraverso di scuole autogestite e di iniziativa locale portano avanti la conoscenza della nostra lingua e cultura. Lo stato é assente. Le offerte dall’ italia confuse e contradditorie e insufficenti. Bisognerá razionalizzare e potenziare questa offerta che é “conditio sine qua non” perché la nostra lingua e cultura sopravviva. Troppi discendenti di seconda e terza generazione non hanno mai avuto accesso alla possibilitá di mantenere la lingua e cultura dei loro padri. E´un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere lo stato deve professionalizzare e accrescere le proposte e gli aiuti.

la rai

Insufficiente. Decadente patetica e priva di contenuti. É, o meglio dovrebbe essere il veicolo per eccellenza di diffusione del nostro modo di vita. Un veicolo per eccellenza culturale, linguistico, impresariale, dell’ arte, della innovazione, della musica e della cucina, un veicolo di eccezione per il nostro patrimonio. E non é niente di tutto questo. Molto e molto impegnato dovrá essere l’analisi dei problemi e la ricerca delle soluzioni. Soluzioni che sará imprescindibile trovare, cosí como i finaziamenti sufficienti e necessari.

Un grosso vuoto una imperdonabile mancanza dei nostri politici a cui si dovrá rimediare.

Assistenza agli anziani

Nell’ inmediato postguerra miloni di italiani sono emigrati. Sbattuti fuori letteralemnte dalle propie vite per salvare una barca ( litalia!) che sarebbe affondata. Molti hanno lasciato le loro terre native per lasciare posto “vitale” a chi rimaneva. E con le loro rimesse ( ingenti!) hanno fatto si che fosse possibile il bom economico italiano. Oggi di quegli uomini e quelle donne sono rimasti pochi. Non si puo dimenticare senza essere infami. Ai pochi che restano e a quelli che soffrono soli ed in difficoltá economiche lo stato DEVE essere presente e rispondere ;senza si e senza ma. É una prioritá assoluta oltre ;che politica etica e morale. Lo stato deve esserci ed aiutare negli ultimi anni della loro vita tutti gli taliani che soffrono e sono soli ed anziani e abbandoanti. Con la crisi e senza crisi.

La cucina italiana

La cucina é la espressione per antonomasia della nostra cultura: la piu conosciuta, la piú commerciale e villipendiata. I problemi che girano intorno alla cucina italiana son tanti ed importanti dalla sua difesa che significa difesa dei nostri prodotti, ergo della nostra crescita commerciale, dalla sua divulgazione che prevede studio e conoscenza e interessi ergo turismo ad hoc, a fattori economici ergo le esportazioni, al piacere della sua degustazione ergo ristoranti veri ed italiani e con prodotti DOC, alla preparazione degli chef ergo lo studio, anche della nostra lingua. Infine alla sua difesa contro abusi commeciali e contrrafazioni, ergo preparazione di azioni legali necessarie a mettere fine e stroncare sul nascere contraffazioni illegali e dannose sia della nostra offerta, sia della nostra imagine, sia della nostra economia. Anche all’ estero e non solo in Italia.

Il made i italy é il prodotto in italia da gruppi stranieri o il prodotto all´estero da italiani? A voi l’ ardua risposta.

Trattati bilaterali

I trattati bilaterali fra due paesi possono avere effetti benefici e facilitare le nostre vite. Una volta riconosciuti e rattificati hanno valore di legge dello stao con forza gerarchica pari alla legge costituzionale. Molte trattati sono ormai vecchi e pensati per un mondo che non esiste piú ed é doveroso e di fatto si sta procedendo al riesame per la loro modificazione. Per almeno due trattati dovremo prestare in questi anni futuri la nostra attenzione quello realtivo alla previdenza sociale e quello relativo alla doppia imposizione fra l’ italia ed molti paesi dell America Latina.

LE ISOLE MALVINAS

Qui in Argentina adesso, nel mio Cuore en el Parlamento italiano domani le isole Malvinas sono Argentine!

CONSOLATI E BUROCRAZIA

Fatti salvi la professionalitá, l impegno, e la dedicacione dei nostri rappresentanti diplomatici e funzionari e dipendenti tutti, é innegabile che il servizio dei consolati é carente e e i tempi lunghi. Dal consolato si esce tristi arrabbiati o delusi. Per dare una idea del grande sforzo che fanno i nostri amici dei consolati pensate che un consolalo como quello generale di Buenos Aires serve una popolazione di un cittá piú grande di Firenze…Se misuriamo il personale ci rendiamo conto dello sforzo.Quindi massimo rispetto per chi lavora.

Ciononostate lo stato ed il prossimo governo dovranno tessere soluziuoni per agilizzare le pratiche e per rendere il servizio consolare sempre piú efficente.